giovedì 16 giugno 2016

Le N.D.E. nei bambini



LE NDE DEI BAMBINI (13-07-09)
ARTICOLO DEL DR. MELVIN MORSE
Da noi si dice che, per sapere la verità, bisogna chiederla agli ubriachi ed ai bambini ed il Dr. Melvin Morse ha studiato a fondo proprio le NDE dei bambini che, specialmente in tenerissima età, non posseggono retroterra cultural-religiosi tali da poter inventare esperienze come una NDE.  In questo articolo, il Dr. Melvin Morse ci spiega perchè, dal suo punto di vista, le NDE non possono assolutamente essere allucinazioni d'un cervello morente. 

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"Ma era vero, Dott. Morse?" Chris, 8 anni, era quasi affogato quando, quattro anni prima, la macchina del padre era precipitata da un ponte nelle acque gelate di un fiume vicino Seattle. (Clic)
 Portato in volo da un elicottero ad un vicino ospedale, sarebbe poi sopravvissuto insieme a sua madre.
"Allora sono morto. Sono andato in un enorme maccherone. Era lungo e diritto, doveva essere un tunnel, perché dentro c'era un arcobaleno. I maccheroni non hanno arcobaleni.
Sono stato spinto dal vento, e potevo stare a galla. Ho visto due tunnel di fronte a me, un tunnel per gli umani ed un tunnel per gli animali. Sono entrato nel tunnel degli animali, ed un'ape mi ha dato il suo miele. Devi raccontare tutto ai vecchi, così non avranno paura di morire",  raccomandò poi ai medici. Con questa frase si capisce quanto profonda fosse stata la sua avventura ai confini della morte.

LE NDE's NON SONO MITI CULTURALI
Chris chiaramente riferisce un'esperienza reale. L'immagine di un arcobaleno in un maccherone è unica ed è improbabile che l'abbia attinta dal suo bagaglio culturale. Ma come possiamo esser certi che l'abbia veramente vissuta?
La domanda di Chris va giusto al cuore del problema, come è tipico per i bambini. 
Sono le NDE davvero esperienze dei moribondi, il risultato di una funzione del cervello normale, o il prodotto d'una disfunzione cerebrale che crea un'allucinazione a causa degli stress biologici causati dalle medicine e/o da una mancanza di ossigeno? 
Le NDE sono la percezione di un' altra realtà sovrapposto a questa, in cui frequentemente si appalesa l'esistenza di un Dio amorevole. C'è chiaramente la persistenza d'un chiaro stato di coscienza dopo la morte del corpo. Se le esperienze in vicinanza della morte sono "vere," allora è chiaramente possibile che quest'altra realtà esiste e corrisponde alla nostra destinazione finale. Parimenti veri sarebbero dunque, anche i contatti con l'Aldilà, le NDE condivise e le premonizioni.

RICERCA CLINICA
Il nostro studio, condotto nell' Ospedale Pediatrico di Seattle ha concluso che le NDE sono di fatto esperienze ai confini della vita. Abbiamo studiato 26 bambini criticamente malati e trovato che ben 24 di loro riportavano di essere consapevoli durante la morte, avendo avuto delle esperienze di cui erano consapevoli, inclusa la percezione di una luce amorevole, una "...luce che aveva cose buone in sè." Abbiamo anche preso in esame oltre 100 bambini di controllo,  trattati anche con farmaci, che avevano subito una mancanza di ossigeno al cervello, intubati e ventilati artificialmente nell'unità di terapia intensiva e che pensavano di morire.
Erano seriamente malati ma non prossimi a morire. Nessuno di questi pazienti ha riportato di essere cosciente in tali fasi della malattia, o ha avuto un'esperienza spirituale.
Michael Sabom, un cardiologo di Atlanta, ha rilevato che il 43% dei pazienti in arresto cardiaco aveva avuto una NDE. Pazienti con rianimazioni lunghe e complicate erano quelli con più probabilità di provare una NDE. Quest'ultimi frequentemente potevano descrive accuratamente la loro rianimazione in dettaglio, mentre il gruppo di pazienti che avevano subìto un arresto cardiaco - ma senza nessuna NDE- non poteva descrivere le fasi delle manovre di rianimazione con accuratezza.

I RACCONTI
Ho indagato molti racconti che chiaramente documentano che c'è un paradossale ritorno di coscienza del cervello, al momento della morte. Per esempio Olga Gearhardt una donna di 63 anni attendeva un trapianto cardiaco, quando un virus le infettò il cuore. Finalmente venne chiamata dal Centro Trapianti dell'Università della California per il sospirato intervento.
 La sua famiglia andò con lei, tranne il genero, che rimase a casa.
Benchè il trapianto fosse stato un successo, esattamente alle ore 2:15 il suo cuore nuovo si fermò improvvisamente e l'equipe chirurgica impiegò più di tre ore per rianimarla. Il mattino successivo, alla sua famiglia venne però detto che la sua operazione era andata bene, senza aggiungere altri dettagli, notizie che vennero comunicate telefonicamente a suo genero. 
Lui però sapeva già tutto: esattamente alle 2:15 della notte precedente, mentre dormiva, si era svegliato ed aveva visto sua suocera ai piede del suo letto, che gli diceva di non preoccuparsi, che tutto andava bene, pregandolo di dirlo a sua figlia (sua moglie). 
Egli prese nota della comunicazione e dell'ora e poi si addormentò di nuovo.
Più tardi, quando Olga si svegliò dall'anestesia, le sue prime parole furono:
 "Avete ricevuto il messaggio?" 
La storia dimostra che le NDE sono un ripristino della coscienza in punto di morte e che la paziente ha potuto comunicare telepaticamente con suo genero, quando lei era in uno stato comatoso e lui addormentato. Paul Perry ed io abbiamo indagato a fondo la storia. Ogni dettaglio aveva una verifica obiettiva ed abbiamo visto anche  la nota scribacchiata dopo il contatto. Simili racconti sono stati documentate almeno da 100 anni in quà; valga per esempio l'opera di F. Meyers,  "Human Personality and Its Survival After Death", in cui sono riportati centinaia di episodi simili. 

I RACCONTI NON SONO ABBASTANZA...
I Racconti, comunque, non sono sufficienti: convincono coloro che ne sono testimoni, ma perdono di efficacia quando vengono riportati da terze parti. Personalmente ne ho documentato a dozzine, ma non convinceranno mai nessuno scettico sulla realtà delle esperienze di pre-morte.

RICERCA SPERIMENTALE
La Scienza richiede evidenze verificabili che possono essere riprodotte ripetutamente sotto strette condizioni sperimentali. Jim Whinnery, del National Warfare Institute, pensava di studiare semplicemente gli effetti delle accelerazioni estreme sui piloti degli aerei da caccia (Clic) e non aveva la minima idea che avrebbe invece portato convincenti prove sperimentali sulla veridicità delle NDE's. I piloti in esame, venivano posti in un'enorme centrifuga e sottoposti a velocità tremende. 
Dopo che avevano perso coscienza, subito crisi convulsive, paralisi muscolari e quando il sangue cessava di fluire nei loro cervelli, solo allora, improvvisamente, avevano un ritorno di coscienza che provocava loro dei "dreamlets" (Sogni anomali, come  li chiama il Dott. Whinnery.)Questi "sogni" sono simili alle esperienze di pre-morte e spesso producono un senso di separazione dal corpo fisico. Un tipico esempio ci viene riferito da un pilota che, lasciato il suo corpo fisico, viaggiò su una spiaggia sabbiosa, dove poteva guardare direttamente al sole. 
Egli confessò che la morte è molto piacevole.
NON SOLO DURANTE LA MORTE
Le esperienze non accadono solo nei cervelli dei moribondi. Il giornale del Club Alpino Svizzero, nell'800, ha riportato 30 racconti di scalatori caduti da grandi altezze e miracolosamente sopravvissuti. Costoro hanno raccontato di essere usciti fuori dal loro corpo, di aver visto il Paradiso, di avere avuto una rivisitazione della loro vita ed udito l'impatto dei loro corpi contro il terreno, senza aver subito danni mortali. Dianne Komp, Oncologa Pediatra alla Yale Università, riferisce che molti bambini morenti hanno Le NDE, senza evidenti disfunzioni cerebrali, durante sogni, preghiere, o visioni in punto di morte. Un ragazzo ha affermato che Gesù l'aveva incontrato in un autobus della scuola grande e giallo e che gli aveva detto che sarebbe morto molto presto. 
Altri hanno sentito il canto degli Angeli o hanno visto aureole di luce.
Nell' American Journal of Psychiatry del 1967, venne riportata l'esperienze di due minatori rimasti intrappolati per giorni in un cunicolo. Sebbene non fossero mai stati in punto di morte ed avessero cibo ed acqua a sufficienza, hanno riferito di aver avuto esperienze mistiche mentre erano nei tunnels della miniera. In particolare, videro un terzo minatore che li aiutò a salvarsi,
 ma che scomparve quando vennero liberati.

RICONOSCERE LA REALTA DELLE NDE's
Le NDE non sono il rifiuto della realtà, come spesso accade nelle allucinazioni indotte da medicinali o dalla privazione d'ossigeno. Non ci sono distorsioni delle immagini, del tempo, dei luoghi, del corpo ed i disorientamenti tipicamente indotti dai farmaci, perchè si tratta della percezione di un'altra realtà sovrapposto a questa. Per esempio un ragazzo mi ha detto che: "...Dio mi ha preso nelle sue mani e mi ha protetto.." , mentre i medici provavano freneticamente a rianimare il suo corpo, dopo un principio di annegamento. Lui aveva capito tutto quel che gli era accaduto, ma aveva anche provato qualcosa di cui solitamente non siamo coscienti. Lo Psichiatra tedesco Michael Schroeter, in una sua esteso rassegna di tutto quanto è stato pubblicato sulle NDE, afferma che non c'è nessuna ragione per credere che le NDEs siano il risultato di patologie psichiatriche o di disfunzioni cerebrali.

NESSUNA "PAURA" DELLA MORTE
Le NDE possono accadere a bambini molto piccoli, troppo piccoli per aver paura della morte e reagire, poichè essi non hanno meccanismi interni di difesa contro il concetto di morte. In un rapporto dei medici dell'Ospedale Generale del Massachusetts, si legge la NDE  che ebbe un bimbo di 8 mesi, quasi morto per blocco renale. Appena fu in grado di parlare, all' età di due anni, disse ai suoi genitori di essere andato in un tunnel verso una luce brillante. 
Gli Psichiatri Gabbard e Twemlow riportano il caso di un altro bambino di due anni e mezzo che era anch'egli quasi morto, perchè colpito da una scarica elettrica. Disse poi a sua madre che era andato in una stanza con un uomo molto bello, e che in essa c'era una luce brillante sul soffitto. L'uomo gli aveva chiesto se voleva andare a casa, o restare con lui."
La spiegazione convenzionale data dai medici "normali" è che queste non sono vere percezioni ma piuttosto allucinazioni causate dai corto-circuiti di un cervello morente. 
Il ricercatore russo Vladimir Negovsky ha studiato centinaia di soldati che sono quasi-morti in battaglia ed ha concluso che "...il fatto stesso che gente diversa in paesi diversi può vedere immagini simili durante la morte o la rianimazione non prova la vita dopo la morte, perchè il tutto può essere spiegato dalle dinamiche del cervello che si disintegra."
Definire le NDE "allucinazioni" significherebbe affermare che non sono vere percezioni di un'altra realtà, ma non c'è nessuna ragione per non pensare che non esistano altre realtà da percepire. 

ALMENO TRE REALTA'
Recentemente ho discusso questi problemi con i Fisici teorici del National Institute of Discovery Science, un'accolita di ricercatori di rinomanza nazionale nei loro singoli campi di studio.
Mi hanno spiegato che la scienza afferma che la realtà è fatta di infinitesimali particelle nucleari, così piccole che non è chiaro se sono fatte davvero di materia o se sono semplicemente dei modelli energetici.  Tutte le particelle fondamentali di questo universo hanno almeno due "controparti" che sono state documentate come realmente esistenti. 
Queste particelle durano solo per una frazione di un secondo in questa realtà, eppure contengono i blocchi fondamentali di cui è fatta la realtà della natura. 
In teoria, ci sarebbero almeno tre universi possibili formati dai tre gruppi di particelle subatomiche, inoltre, sempre in teoria, c'è un possibile universo, chiamato Il Punto Omega, nel quale non esiste nè tempo nè spazio, e tutti gli universi possibili vi coesistono. Ecco perchè Fisici come Ernest Schroedinger hanno detto che
 "...se non sei scandalizzato dalla fisica quantistica, allora non la capirai mai." 
Olaf Swenson ha potuto vedere un tale universo senza tempo quando è quasi è morto per un intervento maldestro di tonsillectomia, all' età di 14 anni. 
"Improvvisamente mi sono appallottolato su me stesso e sono stato sbalzato in un'altra realtà.
Le forze che mi hanno portato attraverso quella barriera erano terrificanti. Ero dall'altro lato.
 Ho compreso che il confine tra vita e morte è una creazione strana della nostra mente, molto concreta (se vista dal lato del vivente), eppure insignificante." Olaf sentiva di stare a galla in un universo senza confini: "..avevo la comprensione totale di tutto al cospetto dell'annientamento totale, ed ero una brillante luce arancione. Come ho capito che la mia mente stava per essere riportata nel mio corpo, ho pensato: per favore lasciate che io ricordi questa nuova teoria della relatività."
Certamente le informazioni che Olaf ha ottenuto erano vere, 
poichè ha ricavato oltre 100 brevetti di chimica molecolare, grazie alla sua NDE.

UNIVERSO CONSAPEVOLE?
L'universo può essere effettivamente un universo cosciente. Molti scienziati moderni non credono più ad un universo creato casualmente da una sorta di polvere primitiva. Il Nobel per la Biologia Molecolare Christian De Duve descrive un universo che ha un imperativo cosmico: sviluppare vita cosciente. La struttura intima delle molecole che compongono le creature viventi, obbliga la vita consapevole ad evolversi.
L'Astrofisico Fred Hoyle è convinto che le leggi fondamentali dell'universo, come quelle che governano la creazione di pianeti, soli e galassie, sembrano implicare che la coscienza sarà il risultato finale di quelle leggi universali, mentre il Biologo evoluzionista Rupert Sheldrake va più lontano, affermando che ci sono moduli morfici, strutture primordiali energetiche nell' universo, che hanno come conseguenza ultima lo sviluppo di una vita intelligente.
Se questo è vero, tutto questo si applicherebbe anche agli altri due universi formati dalle altre coppie di particelle subatomiche elementari. Angeli, diavoli, UFOs, e Dio, ora non sembrano più invenzioni fantastiche, perchè potrebbero essere percezioni di altri esseri consapevoli che vivono in altre dimensioni previste dalla scienza moderna. Le NDE quindi, possono essere semplicemente l'equivalente clinico di quello che i fisici sperimentali hanno scoperto in laboratorio.

ERO SU UN RAZZO PER LA LUNA
Todd è morto dopo  essere caduto in una piscina. Momenti prima di spirare, uscì fuori dal coma, guardò la sua mamma, e le disse: 
"La luna... la luna, sono su un razzo diretto sulla luna."  Lei mi chiese se era solo un'allucinazione.
Le risposi che la risposta più scientifica basata sull'evidenza, era il fatto che poteva condividere con lei la sua esperienza al limite della morte. Fu importante per questa Mamma: forse le rese il dolore orribile della perdita del suo bambino un pò più sopportabile, trasformando la sua rabbia verso un universo irrazionale che fa sì che persino un bambino possa morire, meno terribile. La visione di suo figlio per lei significava che andava in qualche bel posto, dopo la morte.
Tali visioni, sogni, ed intuizioni hanno il potere enorme di far guarire. Attualmente, la nostra società banalizza tali esperienze e le rigetta come fantasie di cervelli morenti, o come ancore di salvezza della mente contro il dolore. Sono esperienze vere, tanto vere quanto ogni altra percezione umana.  Noi dobbiamo solo ascoltarle e capirle. 
Spesso contengono le basi necessarie per guarire il dolore e capire morte.

RISPARMI  SULLE SPESE SANITARIE
I miei colleghi medici spesso mi chiedono l'utilita delle indagini sulle NDE. 
Rispondo loro in un modo che possono capire. Se noi veramente accerteremo in modo scientifico che queste esperienze sono "vere", che sono una funzione normale del cervello umano alla morte, potremmo tagliare le spese sanitarie di questo Paese di almeno il 20%. Questo è quanto viene irrazionalmente sperperato nei pochi giorni precedenti la morte di migliaia di pazienti usando costose tecnologie mediche per placare le nostre paure della morte, a spese della dignità umana.
Le NDE c'insegnano a non avere paura di morire. Frequentemente, la morte è accompagnata da visioni di persone che amiamo e spesso non c'è nessuna percezione degli eventi dolorosi che avvengono al corpo. Un bambino mi ha detto che ,
"...mentre mi conficcavano aghi e altra roba, io ero al sicuro con Dio."
Le NDE hanno il potere di divenire un rompighiaccio culturale col risultato di farci guarire dalla nostra paura della morte. 
Predico che quando sarà unanimemente accettato che le NDE sono davvero l'esperienza del moribondo, vedremo man mano ridursi gli interventi medici inutili in prossimità del decesso.
(Dr. Melvin Morse- Trad. Webmaster)

lunedì 6 giugno 2016

B.D.V.(bed death visions)


Le visioni sul letto di morte 

"Una nuova idea viene prima condannata come ridicola e quindi rifiutata perché banale, finché, poi, diventa ciò che tutti sanno". 

William James 

Fin dal secolo scorso, sono stati pubblicati dei libri che illustrano in dettaglio le osservazioni fatte da medici e infermieri sui pazienti moribondi. 

Sebbene le visioni sul letto di morte siano menzionate nella letteratura e nella cultura popolare di ogni epoca, raramente sono state riportate nella letteratura scientifica fino alla fine della fine del 1920, quando furono studiate da Sir William Barrett, Professore di Fisica al Royal College of Science di Dublino. 

Egli iniziò ad interessarsi di questo argomento quando la moglie, chirurgo ostetrico, una sera, dopo esser tornata a casa gli raccontò di una donna che quel giorno era morta in ospedale a causa di una emorragia dopo avere dato alla luce il suo bambino. 

Poco prima di morire la donna, Doris, si mise a sedere e apparve molto eccitata per il fatto di avere visto un paesaggio meraviglioso, e disse che suo padre era venuto ad accompagnarla per andare dall'altro lato. 

Ciò che risultò più sbalorditivo per i Barrett fu il fatto che la donna si era improvvisamente sorpresa di vedere la sorella Vida insieme al padre. Sembra che la sorella di Doris fosse morta solo tre settimane prima. Tuttavia, dal momento che Doris era stata molto male, la morte della sua amata sorella era stata tenuta segreta affinché lei non ne venisse a conoscenza. 

Questa storia fu per Barrett talmente edificante da spingerlo ad intraprendere uno studio sistematico delle visioni sul letto di morte. Il suo fu il primo studio scientifico che arrivò alla conclusione che la mente del paziente moribondo, in molte occasioni, è lucida e razionale. Egli riportò anche una serie di casi in cui il personale medico o i familiari presenti avevano condiviso la visione del paziente moribondo. 

Il suo libro, pubblicato nel 1926, fu intitolato Deathbed Visions (Visioni sul letto di morte). In esso Barrett fa notare che: 

• Molte volte, al momento della morte, la gente vede vicino al proprio letto un amico o un parente che crede essere vivente. 

• In tutti i casi, a seguito di verifiche, la persona vista era morta prima di loro senza che essi ne fossero a conoscenza. 

• I bambini moribondi si sono spesso mostrati sorpresi per il fatto che gli angeli che li aspettavano non avevano le ali. 

Negli anni '60 del Novecento il Dott. Karlis Osis della American Society for Psychical Research (Società Americana per la Ricerca sul Paranormale) condusse uno studio pilota sulle visioni sul letto di morte, studio che in seguito venne confermato da altri condotti presso culture differenti. Le sue scoperte furono le seguenti: 

• Il tipo più comune di visione riguardava persone che erano morte poco tempo prima. 

• Le visioni sul letto di morte avevano solitamente breve durata, cinque minuti o anche meno. 

• I pazienti moribondi affermavano che i visitatori erano venuti per portarli via. 

• Il fatto di credere o meno nell'Aldilà non influisce sulla frequenza o sul tipo di apparizione. 

• Alla maggioranza dei pazienti oggetto dello studio non erano stati somministrati medicinali in grado di provocare allucinazioni. 

Nel 1977, il Dott. Osis e il collega Dott. Erlenddur Haraldsson pubblicarono At the Hour of Death (Nell'ora della morte). Il libro ampliò lo studio originario includendovi le relazioni di oltre 1000 dottori e infermieri indiani e statunitensi. In totale erano riportati i decessi di oltre centomila persone. Si scoprì che tutti questi studi concordavano con il lavoro pionieristico condotto in Inghilterra dal Dott. Robert Crookall per oltre un trentennio e riportato nei suoi numerosi saggi. 

Sulla base delle informazioni fornitegli dal personale medico: 

• Soltanto il 10% delle persone era cosciente poco prima della morte. 

• Di questo gruppo, da metà a due terzi avevano avuto visioni sul letto di morte. 

• Queste visioni avevano assunto la forma di visite da parte delle apparizioni dei propri cari, di scorci dell'altro mondo e di stati d'animo euforici, inspiegabili sotto il profilo medico. 

Il Dott. Melvin Morse sostiene che lo storico francese Philippe Aries ha documentato che prima dell'anno 1000 i moribondi riferivano visioni di Dio e asserivano di vedere coloro che erano morti prima di loro. Si lamenta del fatto che oggi i pazienti che hanno visioni di questo genere vengono trattati con narcotici o con Valium per combattere "l'ansia", ed entrambi i tipi di medicinali cancellano la memoria a breve termine, impedendo ai pazienti di ricordare le visioni che potrebbero avere avuto (Morse 1993: 60). Morse sostiene anche che a circa il 90% delle persone che muoiono in ospedale "vengono somministrate forti dosi di sedativi; il paziente viene rianimato e sottoposto a terapia incessantemente", e che i dottori considerano le visioni sul letto di morte un problema da risolvere con le medicine (Morse 1993: 64). 

Nel suo libro Più Vicini alla Luce - Le commoventi Testimonianze di Bambini che hanno conosciuto l'Aldilà (Closer to the Light — Learning from the Near-Death Experiences of Children), Morse esprime l'opinione che le visioni sul letto di morte sono "un aspetto dimenticato del processo misterioso della vita" e che possono essere di conforto e avere un effetto salutare sia sul paziente moribondo che sui suoi familiari (1993: 65). Egli riferisce diversi casi di bambini moribondi che hanno iniziato ad avere visioni dell'Aldilà durante i loro ultimi giorni di vita. Descrivevano colori splendidi, posti bellissimi e familiari defunti di cui a volte non sapevano neppure l'esistenza. 

Non sono allucinazioni 

Lo stesso Dott. Osis iniziò avanzando l'ipotesi che queste esperienze fossero delle semplici allucinazioni provocate dagli effetti biochimici del cervello agonizzante. Tuttavia, dopo avere indagato, si convinse che queste esperienze erano talmente straordinarie e convincenti da non potere essere spiegate con le condizioni fisiche del paziente o con i farmaci che gli venivano somministrati. 

Negli archivi della British Society for Psychical Research (Società Britannica per la Ricerca sul Paranormale) ci sono molti casi in cui la visita dell'apparizione è stata testimoniata da altre persone, a volte da più persone simultaneamente, che si trovavano accanto al letto del moribondo. 

• In un caso ben documentato un'apparizione sul letto di morte venne vista dalla moribonda, Harriet Pearson, e da tre familiari che si stavano prendendo cura di lei (Journal of the Society for Psychical Research, febbraio 1904: 185-187) 

• In un altro caso riguardante un ragazzino moribondo, due testimoni, separatamente, videro accanto al letto del bambino la madre morta di recente (Atti della Society for Psychical Research, Volume 6, pag. 20). 

Le visioni sul letto di morte confermano e rafforzano le altre prove sull'esistenza dell'Aldilà. Tra coloro che sperimentano una morte cosciente, dal cinquanta al sessanta percento ha una visione dell'Aldilà. 

L'importanza delle visioni sul letto di morte 

Nel suo libro "Visioni di congedo" (Parting Visions) del 1994 il pediatra Melvin Morse sostiene che: 

• È noto che i familiari che vengono a conoscenza delle visioni dei moribondi passano più tempo accanto al letto della persona morente. Questo fattore allevia di molto il senso di colpa che essi possono provare dopo la morte del congiunto. 

• Le visioni spirituali dànno forza ai pazienti moribondi, facendoli rendere conto del fatto che hanno qualcosa da condividere con gli altri. 

• Le visioni spirituali scacciano dal paziente la paura della morte e sono di enorme conforto per i suoi familiari. 

• Possono prevenire il senso di fallimento provato dal personale medico. 

• Se si presta loro attenzione, possono ridurre notevolmente l'accanimento terapeutico, spesso doloroso per il paziente. Il Dott. Morse sostiene che un ammontare compreso tra il 30% e il 60% degli stanziamenti per la sanità americana viene speso negli ultimissimi giorni della vita di una persona e "la maggior parte di esso viene spesa in procedure irrazionali che non fanno nulla per prolungare la vita del paziente" (Morse 1994: 136). 

Carla Wills-Brandon, Medico Psicologo, consulente e autrice di sei libri pubblicati, ha cominciato a interessarsi delle visioni sul letto di morte quando suo figlio ne ebbe una all'età di tre anni. Venne visitato da una creatura ultraterrena che gli confidò di essere venuta lì per portare via il nonno, e lo rassicurò dicendogli che il "nonnino" sarebbe stato bene. Nel suo libro One Last Hug Before I Go: The Mystery and Meaning of Death Bed Visions (Un ultimo abbraccio prima di andare via: Il mistero e il significato delle visioni sul letto di morte), la Wills-Brandon non solo esamina la ricerca di Barrett e Osis, ma prende in rassegna anche molte esperienze recenti. 

Le sue conclusioni sono le seguenti: 

la scienza non è in grado di spiegare questi fenomeni, 

le visioni sul letto di morte ci sono sempre state, 

queste esperienze prefigurano un'esistenza dopo la morte, e 

da esse abbiamo molto da imparare.

fonte:http://cisp.forumup.it/about22-cisp.html

giovedì 2 giugno 2016

Le streghe: le donne delle erbe

Negli antichi villaggi medioevali di tutta Europa, spesso appena fuori dall'abitato, al limitare della selva, o talvolta oltre il confine naturale che gli alberi disegnavano,  vi era una rudimentale  capanna di legno.
 In tal posto al confine tra il piccolo  insediamento umano e la foresta, viveva una figura particolare, antenata del moderno erborista, antesignana della medicina naturale odierna. queste persona quasi sempre di sesso femminile, dal 500 in poi finì spesso torturata, violentata e infine arsa sul rogo dall'inquisizione.

Questa vittima del suo tempo veniva indicata con un appellativo , masticato sottovoce dalla gente tra paura e disgusto,  cucito addosso come una condanna senza appello: strega.
Tale parola deriva dal latino "strix" che significa "allocco" e la sua figura si delineò nel tardo medioevo.

Le dominae herbarum erano tenutarie, oltre che di una gran competenza in campo paleoerboristico, di antichissimi riti pagani di venerazione della natura.
Probabilmente trasmettevano il loro sapere di madre in figlia.

Durante la famosa caccia alle streghe (1560-1660) secondo stime che trovano in accordo la maggioranza degli storici, l'inquisizione processò e mandò al rogo tra le 50.000 e le 100.000 persone, di cui la maggioranza eran donne.
Quando il bargello e i suoi uomini arrestavano una donna accusata di atti magici, quest'ultima era già considerata colpevole e niente poteva salvarla da lunghe torture che si concludevano quasi sempre con il rogo.

Le torture erano varie e terrificanti, gli occhi venivano strappati,  ferri roventi venivano infilati dentro la vagina o nell'ano, le unghie di mani e piedi venivano staccate una ad una, i capelli dati alle fiamme, il naso tagliato, solo per citare alcuni dei metodi.
Infatti si potrebbero riempire libri interi  con le numerosissime varianti di tortura praticate, stupisce quanto i carcerieri di allora si ingegnassero per inventarne sempre di nuove.

La Strega nel Folclore

Alla strega spesso venivano associati animali notturni o di color nero, si pensava che questi fossero aiutanti delle streghe o streghe stesse trasformatesi in animale.
Alcuni di questi animali sono il lupo, il pipistrello, il gatto nero, il corvo e gli uccelli notturni

Secondo il credo popolare vi erano alcune persone che avevano più probabilità di altre di esser o diventar streghe, queste erano : le donne con i capelli rossi, la settima di figlia di una settima figlia, le nate la notte di Ognissanti o di natale, le zitelle, le donne di facili costumi e le non battezzate.

Ma per esser delle vere streghe bisognava aver fatto un patto con il diavolo.

Secondo le superstizioni le streghe avevano svariati poteri magici:  potevano  volare su di una scopa o un ramo di nocciolo, creare filtri d'amore, trasformarsi in animale, rendere sterili i campi, gettare il malocchio, leggere nel futuro e vedere nel passato, scatenare tempeste, essere in due luoghi contemporaneamente.
Alcuni modi per per pro
teggersi dalle streghe:  portare con se una piccola bottiglia di acqua santa o qualcosa di benedetto da un prete, appendere ghirlande di di salice raccolti all'alba del primo maggio sulla porta di casa o regalare ai poveri quanto si guadagna durante il sabato.

Dylan Likar

lunedì 30 maggio 2016

Il paranormale e la statistica


Jessica Utts, Professoressa di Statistica presso l'Università della California, ha dichiarato che gli esperimenti scientifici finora condotti sul paranormale e dai lei esaminati matematicamente,corroborano l'esistenza di tali capacità nell'uomo. La Studiosa fa riferimento ai 20 e più anni di ricerche condotte segretamente dal Governo Americano (ed i cui risultati sono stati da lei definiti "affascinanti") presso il prestigioso Stanford Research Institute (SRI) e lo Science Applications International Corporation (SAIC).
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La Utts aggiunge:"Se dati simili fossero stati ottenuti in un'area di ricerca meno controversa, non ci sarebbe nessun problema ad accettare come reali tali fenomeni ma, in questo campo,una forte evidenza statistica fa solo sorgere ulteriori domande. I dati ottenuti invece, vanno ben al di là di quanto si potrebbe riscontrare per puro caso, né si puo' sostenere che ci siano stati degli errori metodologici. Molti esperimenti sono stati replicati in diversi laboratori in tutto il mondo ed una tale messe di conferme non puo' essere liquidata aggrappandosi alla frode ed alla mancanza di serietà degli Sperimentatori. Noi raccomandiamo di realizzare i futuri esperimenti più per capire come tutto cio' possa accadere, piuttosto che per cercare altre prove, dato che c'é da offrire molto di più a chi non accetta gli attuali risultati"

Poche capacità umane sono perfettamente replicabli a domanda. Per esempio nemmeno il migliore battitore di baseball può far un certo tipo di lancio a domanda. Nè può predire quando qualcuno colpirà o quando segneranno un home-run. Infatti non possiamo predire nemmeno se esso avverrà in una certa partita. Questo non vuol dire che l'home-run non esiste.
L'evidenza scientifica nel regno della statistico è basata sulla replicazione dello stesso avvenimento nel medio o lungo termine. Non ci aspetteremmo mai che il lancio di una moneta debba avere come conseguenza cinque teste e cinque croci su ciascuna collezione di dieci lanci, ma possiamo aspettarci la proporzione di teste e croci al 50% dopo una serie molto lunga di lanci. Similmente, un buon battitore di baseball non colpirà la palla esattamente nella stessa proporzione in ciascuno gioco ma dovrebbe essere relativamente costante se ossevato nel lungo periodo.
Lo stesso dovrebbe esser vero per i fenomeni psichici.


Jessica Utts, Professoressa di Statistica presso l'Università della California, ha dichiarato che gli esperimenti scientifici finora condotti sul paranormale e dai lei esaminati matematicamente,corroborano l'esistenza di tali capacità nell'uomo. La Studiosa fa riferimento ai 20 e più anni di ricerche condotte segretamente dal Governo Americano (ed i cui risultati sono stati da lei definiti "affascinanti") presso il prestigioso Stanford Research Institute (SRI) e lo Science Applications International Corporation (SAIC).
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La Utts aggiunge:"Se dati simili fossero stati ottenuti in un'area di ricerca meno controversa, non ci sarebbe nessun problema ad accettare come reali tali fenomeni ma, in questo campo,una forte evidenza statistica fa solo sorgere ulteriori domande. I dati ottenuti invece, vanno ben al di là di quanto si potrebbe riscontrare per puro caso, né si puo' sostenere che ci siano stati degli errori metodologici. Molti esperimenti sono stati replicati in diversi laboratori in tutto il mondo ed una tale messe di conferme non puo' essere liquidata aggrappandosi alla frode ed alla mancanza di serietà degli Sperimentatori. Noi raccomandiamo di realizzare i futuri esperimenti più per capire come tutto cio' possa accadere, piuttosto che per cercare altre prove, dato che c'é da offrire molto di più a chi non accetta gli attuali risultati"

Poche capacità umane sono perfettamente replicabli a domanda. Per esempio nemmeno il migliore battitore di baseball può far un certo tipo di lancio a domanda. Nè può predire quando qualcuno colpirà o quando segneranno un home-run. Infatti non possiamo predire nemmeno se esso avverrà in una certa partita. Questo non vuol dire che l'home-run non esiste.
L'evidenza scientifica nel regno della statistico è basata sulla replicazione dello stesso avvenimento nel medio o lungo termine. Non ci aspetteremmo mai che il lancio di una moneta debba avere come conseguenza cinque teste e cinque croci su ciascuna collezione di dieci lanci, ma possiamo aspettarci la proporzione di teste e croci al 50% dopo una serie molto lunga di lanci. Similmente, un buon battitore di baseball non colpirà la palla esattamente nella stessa proporzione in ciascuno gioco ma dovrebbe essere relativamente costante se ossevato nel lungo periodo.
Lo stesso dovrebbe esser vero per i fenomeni psichici.
Fonte:
http://www.webalice.it/cipidoc/studio2.htm

domenica 29 maggio 2016

Il lepronte



Il lepronte è una creatura leggendaria americana, un ibrido tra un cervo e una lepre ed è capace di riprodurre la voce umana perfettamente. 

Si racconta di cow boy stretti  attorno al fuoco del bivacco a cantare, udire nella notte i loro canti replicati fedelmente da un lepronte nascosto nella vegetazione. 
Si dice che la femmina di lepronte si possa mungere se catturata e il suo latte abbia proprietà medicinali. 

Questa creatura è presente anche nel folclore delle nostre alpi. 

In america abbondano i falsi trofei di lepronte, anche l’attore ed ex presidente Ronald Reagan ne possedeva uno appesso alla parete del suo ranch e raccontava di averlo cacciato personalmente. 

Ci sono criptozoologi che tutt’oggi continuano a studiare la creatura, inoltre vi sono testimonianze di cacciatori americani che giurano do averlo visto.

È molto probabile che la leggenda nasca a seguito di avvistamenti di lepri malate di papillomavirus, una malattia che provoca delle protuberanze sul corpo dell'animale, talvolta simili a  delle corna sulla testa. 

Il lepronte ha un suo posto d’onore anche nel piu grande museo criptozoologico del mondo sito nel Main. 

Ultimamente è divenuto noto grazie ad un cortometraggio della pixar “l’agnello rimbalzello”. 

Dylan Likar

La succubus





Una "Succubus" è un Demone femmina che si presenta agli uomini nei loro sogni per sedurli ed avere con loro rapporti sessuali, con lo scopo di risucchiare energia vitale necessaria alla propria sopravvivenza, spesso fino allo sfinimento o alla morte di questi ultimi. Questa leggenda presente nel medioevo, dava una spiegazione fantasiosa a ad alcuni fenomeni come le polluzioni notturne e alle paralisi ipnagogiche dette anche paralisi del sonno.

Dylan Likar









sabato 28 maggio 2016

N.D.E. (esperienze prossime alla morte)


N.D.E. è l’acronimo inglese che sta per near death experience ovvero esperienze vicine o prossime alla morte. Queste particolari esperienze  vengono  raccontate da alcune persone che, dopo essere 
state dichiarate morte , vengono letteralmente “riportate” alla vita. 
Tutte le testimonianze dei redivivi  hanno un impianto narrativo molto simile. 
 indipendente dalla fede, dalla cultura, dal genere o dall'età. 
Esistono testimonianze di n.d.e. fin dai tempi più antichi, ma solo di recente si è cominciato a studiarle.  
IL dottor Raymond Moody, medico e filosofo, è stato uno dei pionieri di questo particolare campo di studio.  

Iniziò la sua ricerca alla fine degli anni sessanta, raccogliendo migliaia di testimonianze e passando da un posizione inizialmente scettica ad una  più possibilista propensa ad accettare tali esperienze come reali. 

 Oltre al fondamentale contributo di Moody, altri scienziati hanno affrontato la medesima tematica, come gli psicologi Osis e Haraldsson, lo psicologo Kenneth Ring e il Dott.Sabom medico statunitense, solo per citarne alcuni. 
Vediamo adesso le fasi dell’esperienza di pre morte. 

Normalmente prima arriva una sensazione di pace si perde ogni legame con il mondo esterno e tutti i dolori scompaiono. 

Nella fase successiva l’anima esce dal corpo e fluttua nella stanza in genere sopra al proprio corpo, ad un’altezza corrispondente pressappoco a quella del soffitto.Da tale posizione l' errante coscienza è in grado di assistere a quanto accade intorno al proprio corpo,  il più delle volte assiste ai tentativi di rianimazione del personale medico che poi una volta tornato nel corpo descriverà minuziosamente.
La visione del propio corpo inerme talora provoca una sorta di ripulsione nel soggetto momentaneamente disincarnato. l'involucro di carne che giace due metri più sotto infatti viene considerato spesso alla stregua di un vestito vecchio e scomodo di cui si può far volentieri a meno.

 Dopo tale fase  alcuni attraversano un tunnel che viene descritto come un volo nel buio in direzione di un puntino luminescente. 

Si è avvolti successivamente da una magnetica luce bianco dorata. 

Normalmente in questo non luogo avviene l’incontro con l’essere di luce, una luce carica d’amore, la maggior parte delle persone non riesce a descrivere con le parole le emozioni provate. 

In seguito si ha la sensazione che vi sia una barriera invisibile, come si trattasse di una linea di confine fra questo e l’altro mondo, un punto di non ritorno. 

A molti viene chiesto di scegliere se rimanere o tornare sulla terra, è legittimo dedurre che forse più spesso di quanto possiamo credere ,sono le persone stesse, in ultima analisi a decidere se vivere o morire. 

Molti raccontano di aver potuto dare una sbirciatina all’altra dimensione. i testimoni parlano di posti bellissimi in mezzo alla natura e pieni di luce. 

Spesso si incontrano parenti trapassati, amici o amichevoli sconosciuti. 

Alcuni, meno della metà, dei protagonisti di una n.d.e., raccontano di un esame retrospettivo della propria vita , si rivedono le  azioni compiute in vita e le conseguenze di queste sugli altri. 

Quando arriva il momento di decidere se ritornare nel proprio corpo o meno la maggior parte delle persone che hanno fatto tale esperienza confessano che avrebbe preferito rimanere in quel luogo di pace ma avendo ancora molte cose da fare sulla terra abbiano infine accettato di tornare. 

Il ritorno al corpo non è piacevole ci si sente nuovamente ingabbiati e doloranti. 

Tutti le persone che hanno vissuto una n.d.e presentano dei cambiamenti caratteriali e ideologici: nessuna paura della morte, convinzione che la vita non si concluda con la morte, aumentò della spiritualità, gli atei difficilmente rimangono tali e i credenti appartenenti a qualunque religione tendono ad allontanarsi dalla propria dottrina per cercare un proprio percorso spirituale, aumentano la sensibilità e la voglia di aiutare gli altri. Non vi è più interesse per il denaro e per i beni materiali.


Dylan Likar